Palazzo Secco-Pastore
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Chi guarda oggi Palazzo Secco-Pastore avverte immediatamente che la parte originaria dell’edificio è quella centrale, avente come coronamento, nella fascia superiore, una costante dell'architettura di Luca Fancelli: la merlatura chiusa.

Un perfetto equilibrio compositivo informa l'originale disposizione delle aperture sia del piano inferiore sia del piano superiore, pur nel disordine che ha alterato la scansione fancelliana dei pieni e dei vuoti.

La lettura della facciata del palazzo di Francesco Secco, rivela l'esatta posizione delle aperture: al centro del piano terra la porta d'ingresso

con l'arco a tutto sesto e tre finestre ad arco scemo sia a destra sia a sinistra. Al piano superiore: sei finestre in simmetrica collocazione con le aperture del piano inferiore e poggianti sulla fascia dentellata del marcapiano.

Tutto il paramento murario della facciata era dipinto a fresco. Come in gran parte delle dimore ascrivibili all’architetto toscano, anche il tetto della dimora di Francesco Secco era abbellito da comignoli a torretta, uno dei quali fa ancora bella mostra di sè. I due corpi di fabbrica che allungano

il palazzo sui fianchi sono aggiunte del secolo XIX.

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Palazzo Secco-Pastore

San Martino Gusnago

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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