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Francesco Secco

Francesco Secco, dei Signori di Calcio e Caravaggio, nato nel 1423, venne inviato appena 14enne al servizio dei Gonzaga; nel 1451 sposò Caterina Gonzaga, figlia naturale del marchese Ludovico. Il ruolo del Secco nel governo dello Stato mantovano ebbe un rilievo sempre maggiore, fino ad assumere negli anni 1484-1488 una posizione di preminenza.

Tanto prestigio e tanta influenza finirono per scontrarsi con le ambizioni del giovane Marchese Franscesco Gonzaga che, dopo il matrimonio con Isabella d'Este, aspirava a liberarsi della ingombrante presenza dello zio.

Le divergenze si tramutarono in un irriducibile contrasto, alimentato da delazioni, intrighi e congiure. L'esito fu clamoroso: Secco fuggì da San Martino Gusnago e dai Gonzaga nella notte tra il 13 e 14 luglio 1491 e trovò asilo in Toscana dove prestò servizio per la Signoria di Firenze fino al 1496, quando cadde ferito a morte a Vicopisano, al termine di una vittoria campale già acquisita.

 

Alcune citazioni:

  • Primo condottiero dei fiorentini. Valoroso cavaliere.
  • Di natura aperta e libera, nato per la guerra piuttosto che per la vita di corte.
  • Famoso capitano. "Huomo di tanta fama e di tanta esperienza nell'arte militare." Lazari
  • Acutissimo ed accorto in ogni impresa. Prudente.
  • Uomo di imponente statura, di lineamenti bellissimi, di superba resistenza fisica.

FRANCESCO SECCO  (Francesco Secco d’Aragona)

Di Caravaggio. Conte.

Signore di Calcio, Carpenedolo. Cognato di Federico Gonzaga e di Gaspare da Vimercate, zio di Ercole Bentivoglio, Francesco Gonzaga, Niccolò e Giacomo Secco; suocero di Marsilio Torelli.

Note biografiche (tratte da www.condottieridiventura.it)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1440       Lombardia Trascorre la propria adolescenza alla corte di Mantova in qualità di paggio.
1451       Lombardia Viene armato cavaliere a Mantova dall’imperatore Federico d’Austria. Nello stesso anno sposa Caterina Gonzaga, figlia naturale del marchese Ludovico.
1453          
Giu. Milano Venezia   Lombardia Prende parte alla battaglia di Villabona.
Dic.       Veneto Scorre con 200 cavalli nel veronese, tocca Villafranca di Verona ed arriva fino al canal Tartaro: il danno provocato dalle truppe è valutato in 4000 ducati.
1460 Milano Angiò   Regno di Napoli E’ inviato dallo Sforza in soccorso del re di Napoli Ferrante d’Aragona contro i baroni ribelli e Giovanni d’Angiò.
1463          
Feb.       Lombardia A Milano, con Ludovico e federico Gonzaga.
1464          
Feb.       Lombardia Vive a Milano alla corte del duca Francesco Sforza.
1465          
Ott.       Campania Ritorna nel regno con Giovanni Francesco Gonzaga.
1473          
Dic.       Lombardia A Milano, per consultazioni militari con il duca Galeazzo Maria Sforza, Giovanni Pallavicini e Donato del Conte: oggetto, la situazione di Genova.
1476          
……..       Lombardia E’ scelto dal duca di Milano, quale suo campione e sostenitore nella sfida lanciata dallo Sforza a Bartolomeo Colleoni per un combattimento in campo chiuso.
Dic.       Lombardia A Milano, a porgere le condoglianze alla duchessa Bona di Savoia per l’assassinio del marito Galeazzo Maria Sforza.
1477          
Gen.       Lombardia Si trova nel cremonese per prevenirvi disordini ai danni degli Sforza.
Ago.       Campania Viene inviato da Ludovico Gonzaga, con Rodolfo Gonzaga ed una scorta d’onore di Napoli per rappresentare il marchese di Mantova al matrimonio del re Ferrante: per le sue benemerenze gli è concesso di fregiarsi del "cognomen" d'Aragona.
1478          
Ott. Milano Fieschi Chiesa Napoli   Emilia e Toscana Transita per Parma con 500 cavalli e 300 fanti Mantovani; si pone alla guardia di Borgo Val di Taro e combatte a Pontremoli i Fieschi, che si sono alleati a pontifici ed aragonesi.
1479          
Sett.       Toscana Partecipa alla battaglia di Poggio Imperiale (Poggibonsi).
Dic. Milano C. Svizzeri 100 lance Svizzera Contrasta gli svizzeri nei pressi di Bellinzona.
1480          
Mag. giu.       Emilia Si reca a Ferrara per combinare il matrimonio di Francesco Gonzaga con Isabella d’Este, figlia di Ercole. Raggiunge a cavallo Vigarano Mainarda dove viene accolto con il bucintoro che lo conduce nella città: alla sposa presenta in dono una collana d’oro ed alcuni gioielli. Le nozze sono celebrate a Ferrara a giugno.
1481          
Giu.       Lombardia Organizza il matrimonio di Clara Gonzaga con il Montpensier (Gilberto di Borbone): accompagna la sposa da Mantova a Milano.
1482          
Mag. Milano Venezia   Lombardia e Veneto Fronteggia i veneziani nella guerra di Ferrara. Di stanza ad Ostiglia, è sorpreso da Roberto da San Severino quando costui attraversa con 6000 uomini il canal Tartaro e la valle di Melara su un lungo ponte di legno, fascine e graticci (la Fassinata) costruito in una sola notte da 700 guastatori: gli avversari possono in tal modo attaccare Melara e Bergantino. A Ferrara si maligna per la sua inazione, attribuita alla corruzione o all’amicizia con il San Severino.
Giu.       Lombardia Unisce i suoi uomini d’arme con le truppe di Federico da Montefeltro, per bloccare la flotta veneziana che risale il Po tra Governolo e Sacchetta. Negli stessi giorni, è investito da Ludovico Sforza della contea di Bosco Marengo.
Lug. sett.         Si ammala di malaria: può ritornare al campo solo a settembre con 7 squadre di uomini d’arme.
1483          
Gen.         Deve cedere Bosco Marengo a Girolamo Riario ed accettare in cambio Sale.
Feb. mar.     300 cavalli Lombardia e Veneto Ha un colloquio a Cremona con il cardinale Ascanio Sforza ed ottiene che i Torelli, suoi parenti, rientrino nelle grazie del duca di Milano. Accoglie poi a Viadana Ludovico ed Ascanio Sforza e raggiunge a Cremona la dieta tenutavi dai collegati per stabilire il piano strategico contro i veneziani. Si reca a Montechiarugolo per una breve visita ai Torelli ed infine unisce le sue squadre con le truppe di Alfonso d’Aragona. Si porta a cavallo da Lodi a Melara (165 chilometri) in una sola tappa di 12 ore di cavallo; in un’altra occasione, sempre nel periodo, cavalca 36 ore consecutive con il duca di Calabria senza mai scendere di sella.
Apr.       Emilia E’ catturato dal San Severino mentre cerca di portarsi ad Ostellato: è rilasciato.
Ago.     Capitano g.le Lombardia Ha il comando delle truppe gonzaghesche dopo il ritiro a Mantova del marchese Federico Gonzaga. Occupa Seniga e Gottolengo. Nello stesso mese gli è concessa in feudo Carpenedolo.
Sett.       Veneto e Lombardia Ha Vigasio, entra in Villafranca di Verona con Niccolò Orsini e scorre fin sotto le porte del capoluogo: si impadronisce di un grosso bottino prelevato da 200 carri. Si accampa a Cereda, presso Valeggio sul Mincio, con Gian Giacomo da Trivulzio,  supera il fiume e tenta di avere Peschiera del Garda: interviene il San Severino con con 4000 cavalli e 2000 fanti, trasportati dalla sponda lombarda con una flottiglia lacuale, che lo ricacciano da Valeggio sul Mincio. Passa allora ad assediare Asola: è deciso l’attacco generale, che è preceduto a Mantova da una benedizione di tutte le bandiere, voluta dal duca di Calabria, nella chiesa di San Francesco.
Ott. nov.       Lombardia Il podestà di Asola Zaffaro Calzavaglia si reca a parlamentare con il Secco e gli assicura l’apertura delle porte cittadine per il giorno seguente: il presidio veneziano incarcera i congiurati, che sono spediti a Venezia come traditori. Asola alla fine capitola a patti, con la consegna anche della rocca. Si sposta ad Ostiglia ed a Sermide dove si incontra con Alfonso d’Aragona ed Ercole d’Este. Passa nel bresciano ed  occupa Seniga, Codalunga, Calvisano, Barbariga, Remedello, San Gervasio Bresciano, Bagnolo Mella, Manerbio, San Zeno e si spinge sin sotto le mura del capoluogo. Di seguito, si impossessa di Lonato ed ha patti Montichiari e Villafranca.   
Dic.     200 lance Lombardia Convocato a Bordolano dal duca di Calabria, lo raggiunge con 4 squadre di uomini d’arme. Riconquista Remedello; si adira con Alfonso d’Aragona quando riceve l'ordine di dare alle fiamme Calcio, suo feudo, perché vi si sono rifugiati degli sbandati del San Severino. Per indennizzarlo dei danni, Federico Gonzaga gli riconosce una provvigione annua di 100 ducati. Contrasta sul Po la flotta veneziana.
1484          
Gen.       Lombardia A Lodi, per un consiglio di guerra ed a Milano quale ospite di Ludovico Sforza. Riprende a combattere ed è segnalato a Farfengo ed a Barbariga.
Lug.       Lombardia Alla morte di Federico Gonzaga ha la reggenza del marchesato al posto di Rodolfo, Giovanni Francesco e Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova.
Ago.       Lombardia Con la pace di Bagnolo deve restituire Asola ai veneziani. Mentre esce dalla porta della città, gli abitanti aggrediscono i gonzagheschi ed uccidono 7 dei suoi uomini. Nella rocca vi entra Antonio d’Asola con 400 fanti.
1485          
Mag.       Lombardia I tre fratelli di Federico Gonzaga, esclusi dal controllo dello stato, si uniscono con Evangelista Gonzaga ed ordiscono un complotto per fare uccidere il nipote Francesco dal cameriere Paolo Erba. La congiura è scoperta ed il colpevole confessa ogni cosa sotto tortura. Il fratello di Francesco, Stefano, grande inquisitore e castellano di Mantova, condanna a perpetuo confino nei loro castelli di Bozzolo e Luzzara rispettivamente Giovanni Francesco e Rodolfo, mentre Evangelista è rinchiuso nella rocca di Castellaro.
1487          
Gen.       Emilia Il Secco si distingue in una grande giostra, che si svolge sulla piazza di Bologna.
1488       Emilia Partecipa a Ferrara ad un’analoga manifestazione indetta da Ercole d’Este.
1489          
Mag. Venezia     Veneto Passa agli stipendi dei veneziani con il nipote Francesco. La ferma viene stabilita in cinque anni, più uno di rispetto; lo stipendio annuo è stabilito in 6000 ducati. Gli uomini ai suoi ordini sono 42 lance, 50 balestrieri a cavallo e 36 provvigionati. Lo Sforza confisca a lui ed al fratello Stefano i loro beni nel ducato.
1491          
Mag.       Lombardia e Veneto Si stabiliscono le premesse del dissidio con il nipote Francesco, che vuole liberarsi della sua tutela. L’urto esplode violento in atti di vera e propria ostilità a seguito  della rappacificazione di quest’ultimo con gli zii. Convocato a Venezia con Francesco dal consiglio dei Dieci, rifiuta di unirsi con lui a Ferrara e raggiunge separatamente la città lagunare. Il doge Agostino Barbarigo cerca di riconciliarli ed invia entrambi a Verona, dove deve tenersi la mostra degli uomini d’arme e dei fanti della Serenissima. Qui scoppia il litigio definitivo, che sfocia con l’imprigionamento reciproco di dipendenti: il Gonzaga lo accusa di avere dato l’incarico ad un cuoco ed a un suo cancelliere di spiarlo e costoro sono condotti a Mantova; il Secco fa incarcerare il cancelliere del marchese Ludovico Donesmondi con la medesima accusa. La controversia è composta a Venezia per i buoni uffici del doge. Prima di partire il Secco deposita presso il banchiere Bartolomeo Maffei 12000 scudi pari a due anni di condotta. La riconciliazione è apparente: il Gonzaga parte per Ferrara ed egli si ritira nel suo castello di San Martino Gusnago. 
Giu.       Lombardia Intavola trattative segrete con Lorenzo dei Medici e gli è offerta una condotta con stanza a Pisa. Fa svuotare il palazzo di Mantova e le ville di campagna dei loro arredi e delle suppellettili preziose. Il Gonzaga viene a conoscenza della cosa e vuole   venirlo a trovare con Ercole d’Este a San Martino Gusnago: il Secco fa riportare nel castello tappeti, arazzi, broccati, argenterie e si incontra con il nipote a Marmirolo. Rodolfo, Giovanni Francesco e Ludovico Gonzaga rientrano a Mantova.
Lug. sett.       Lombardia Emilia e Toscana Con la scorta di 60 balestrieri a cavallo e di alcuni uomini d’arme, raggiunge di nascosto Montechiarugolo, feudo dei Torelli; attraversa poi il Po, supera di notte gli stati estensi tra Reggio Emilia e Parma ed in un giorno arriva a Pisa. Per rappresaglia il Gonzaga fa saccheggiare le sue ville di San Martino Gusnago e di Bondanello e gli confisca i beni. Il doge, il re di Francia, il duca di Milano, il papa Innocenzo VIII intervengono invano a suo favore sul Gonzaga; quest’ultimo anzi pretende (ed ottiene) dai veneziani che siano consegnati a lui i 6000 ducati corrispondenti al suo stipendio con la Serenissima. A Mantova, intanto, l’Erba subisce un altro processo, confessa (secondo fonti Mantovane) che solo il Secco è l’istigatore del delitto ed è giustiziato. E’ pure istruito un processo per alto tradimento che si conclude naturalmente con la condanna in contumacia per falso e lesa maestà nei confronti suoi e del fratello.
1492       Toscana Vive a Pisa.
1494          
…….. Firenze Pisa   Toscana Con Ranuccio da Marciano ed Ercole Bentivoglio, si impadronisce di Palaia, Peccioli, Marti e Buti.
Nov.       Toscana Con Annibale Bentivoglio e Franceschetto Cybo, accoglie a Pisa il re Carlo VIII. Lascia la città e si porta a Lucca, dove ha fatto trasferire i suoi beni; i francesi mettono a sacco il suo palazzo e vi trovano solo vettovaglie.
Dic.       Toscana Si trova a Fucecchio. Da qui si muove verso le Cerbare, tra la piana di Fucecchio e quella di Bientina.
1495          
Feb.       Toscana Contrasta ancora i pisani con il Marciano ed Ercole Bentivoglio.
Apr.       Toscana Attraversa l’Arno e viene a San Giovanni alla Vena;  sconfitto sul Serchio da Lucio Malvezzi al ponte Cappellese, si salva a stento dalla cattura. Passa in val di Calci, tocca Quona e raggiunge Lucca: in una scaramuccia cade da un ponte con il cavallo nel fossato di un castello e non si fa alcun male.
Mag.     120 lance Toscana Gli è rinnovata per sei mesi la condotta; lo stipendio per il periodo è sempre di 4150 fiorini.
Giu. Firenze Pisa Siena   Toscana Con il Bentivoglio ed il Marciano, muove contro Siena verso Montepulciano. Gli si fa contro Giovanni Savelli con 200 cavalli. Il capitano avversario è fatto prigioniero al ponte di Valiano.
Lug. Francia Venezia   Toscana ed Emilia Al campo di Ponsacco con il commissario Piero Capponi. Vince a Pandera/Cascina i pisani del Malvezzi: sono catturati 6 uomini d’arme e 60 fanti, fra i quali due nipoti del Malvezzi ed un figlio del San Severino. E’ inviato dai fiorentini in in soccorso dei francesi; si trova con Gian Giacomo da Trivulzio tra Terenzo e Berceto con 5000/6000 uomini e partecipa alla battaglia di Fornovo, dove contribuisce allo sfondamento delle linee della Lega Italica. Con il Trivulzio e Camillo Vitelli propone invano ai francesi di inseguire l’esercito nemico in fuga.
Dic. Firenze Pisa   Toscana Con il Bentivoglio gli è rinnovata la condotta per altri sei mesi.
1496          
……..       Toscana Assedia Vicopisano con il Marciano, Paolo e Vitellozzo Vitelli.
Apr.     110 lance Toscana Occupa San Michele (Terme di San Michele), costringe Calci alla resa e si ferma a Buti, dove con i suoi cavalli protegge il flusso dei rifornimenti diretto ai fanti del Bentivoglio impegnati nell’assedio della fortezza della Verrucola in Valdarno. Permette ai suoi di allargarsi sulle colline vicine alla ricerca di pascoli per i cavalli: è assalito nottetempo dai pisani, forti di 750 uomini (tra cui 600 fanti svizzeri e guasconi) e di 200 cavalli leggeri del Malvezzi. Si salva a stento dalla cattura entrando in Buti per una corda che gli è calata dalle mura dai terrazzani: nel combattimento sono uccisi 50 uomini d’arme ed altri 220 cavalli sono fatti prigionieri; i pisani ammazzano e cavano gli occhi a 2 uomini d’arme fiorentini. Si collega con il Bentivoglio, manda molti cavalli leggeri ad impedire il foraggiamento ai saccomanni nemici e tende un agguato a Bientina a Giampaolo Manfrone. Il capitano avversario gli spedisce a sua volta contro Giovanni da Ravenna e Giannetto da Palaia, cui si accodano gli uomini d’arme ed i fanti. Ha così inizio un aspro scontro; i fiorentini ri piegano secondo le sue istruzioni; il Manfrone si mette al loro inseguimento e cade nell’imboscata. Con la vittoria, il Secco tallona i nemici fino alle mura di Vicopisano: è ucciso da un colpo casuale di archibugio ad un braccio, sparato dalla torre del castello distante mezzo miglio. Per altre fonti è ucciso da un colpo di passavolante, sparato dal castello di Cecina. Le sue spoglie sono composte nel feretro dal nipote Ercole Bentivoglio. E’ sepolto a Reggio Emilia.